L'invenzione della moto

        L’invenzione del motore a scoppio suscitò l’entusiasmo degli uomini e degli inventori di quel tempo, che diedero vita ad una grande quantità di invenzioni a partire da quando Karl Von Drais inventò la bicicletta (1817), madre del motociclo, e da quando l’italiano Luigi De Cristoforis costruì il primo motore a combustione interna alimentato da una miscela di aria e gasolio polverizzato.
        Nel 1871 il francese Louis Guillaume Perreaux realizzò un veicolo a due ruote con motore a vapore a combustione esterna, mentre nel 1879 fu brevettato dal bergamasco Giuseppe Murnigotti un motociclo con motore bicilindrico a 4 tempi, con valvole rotanti ed alimentazione a gas leggeri.

Daimler  "Einspur"  (ossia "monoimpronta") telaio e ruote in legno.
Il motore a scoppio 4 tempi, attribuito a N.August Otto (da cui "ciclo otto") risale al 1876, mentre il brevetto del ciclo a 2 tempi è del 1881.
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Il capostipite dei motocicli e’ in realtà l’”Einspur”, rudimentale mezzo a due ruote, costruito nel 1884 dagli ingegneri tedeschi Daimler e Maybach e dotato di un motore monocilindrico a combustione interna a 4 tempi di 264 cc, alimentato con combustibile liquido. La potenza sviluppata dal piccolo propulsore era di appena 0,5 CV al regime di 750 giri al minuto e con un rapporto peso/potenza di 40 kg/CV.
        L’”Einspur” era dotato di comandi con leve al manubrio del freno e della frizione, trasmissione mediante cinghia sulla ruota posteriore e rudimentale cambio di velocità. L’equilibrio da fermo era garantito da due piccole ruote, fissate ai lati del veicolo.
    Il primo motociclo realizzato in Italia risale al 1893 e si deve
attribuire al prof. De
Bernardi, autore nel 1884, dopo un ventennale studio dei motori a gas, di un brevetto di un veicolo a tre ruote dotato di propulsore a benzina (clicca sull'immagine per ingrandirla). Il motociclo De Bernardi era in realtà una bicicletta con pneumatici, spinta da un carrello motorizzato posteriore a ruota singola e motrice.
        Il propulsore a 4 tempi, montato sul carrello, aveva una cilindrata di 264 cc ed erogava una potenza di 0,5 CV.
        Il primo motociclo costruito in serie compare i Europa solo più tardi nel 1895 ed impiega pneumatici Dunlop, specifici per i veicoli a due ruote, ed un motore monocilindrico a 4 tempi ed accensione elettrica con magneti o batteria e bobina che era stato sviluppato in Francia per applicazioni ai più diffusi veicoli a tre ruote.
        La supremazia dei veicoli a due ruote su quelli a tre ruote iniziò solo in corrispondenza dell’avvento del ‘900, quando la potenza erogata dai motori cresce fino a 8 CV: i mezzi a tre ruote, divenuti più veloci, erano esposti al rischio di ribaltamento durante le gare.