IL PORTO DI CLASSE

Col porto anche Ravenna ebbe maggiore importanza, tanto più che Augusto volle costruire una strada che unisse Ravenna con il porto stesso e che continuasse fino a Rimini.
La nuova strada consentiva quindi di giungere da Ravenna a Rimini passando da Classe.
Rimini era poi unita a Roma per mezzo della via Flaminia.
Su questa strada che scorreva tra paludi, pineta e mare sorse una terza cittadina: Cesarea, di cui oggi è rimasto solo il nome di una strada oltre Porta Nuova. Oggi è scomparso  anche il porto di Classe, così come scomparsi sono canali e paludi.

Il Porto di Classe fu unito, per mezzo d'un largo canale, al ramo meridionale del Po, questo per risolvere il problema dell’interramento del porto di classe.
 E' questa la Fossa Augustea la quale, prima di raggiungere Ravenna, sembra che si dividesse in due rami: uno girava attorno alle mura, venendo in tal modo a garantire una maggiore difesa; l'altro scorreva in mezzo all'abitato, agevolando così i commerci. Il suo corso, ricercato da geografi e topografi, è stato rintracciato e seguito per circa 10 chilometri da S. Alberto fino alle porte della città, che pare la attraversasse lungo l'attuale Via di Roma, uscendo verso SE per gettarsi entro il canale del porto.
La fossa fu scavata da migliaia di schiavi in un arco di tempo di cinque anni. Era larga non meno di 50 metri, profonda almeno 4 metri.

 

La FOSSA AUGUSTEA serviva:

-per tenere libera l'imboccatura del porto determinando una corrente d'acqua che disperdeva le sabbie.

-per provvedere al transito di ciò che abbisognava alla flotta: legname, derrate alimentari, ecc.